Il mio percorso attraversa scuola, formazione e progettazione digitale. Ambiti diversi, tenuti insieme
dallo stesso metodo: osservare il contesto, mettere ordine nelle informazioni e costruire soluzioni che le
persone possano usare senza fatica.
Ho costruito la mia competenza sull’intelligenza artificiale usandola e mettendola alla prova ogni giorno,
su materiali didattici, archivi e flussi di lavoro reali. Non mi interessa la tecnologia fine a sé stessa,
ma ciò che rende il lavoro più leggero e sostenibile.
Non considero l’intelligenza artificiale un punto di arrivo né una soluzione automatica. Prima vengono il
problema, le persone coinvolte e i vincoli reali. Solo dopo scelgo la tecnologia, la provo e valuto se
migliora davvero il modo di lavorare.
La tecnologia serve quando riduce il rumore, non quando ne aggiunge altro.